
Pensato intorno agli anni sessanta, per tutelare la natura dalla invasione del turismo di massa portato dalla diffusione dei mezzi di trasporto personali. Si arriva alla costituzione del Parco nel 1987.
Lo scopo del Parco è quello di tutelare il patrimonio boschivo e la conservazione e lo sviluppo delle specie floreali e faunistiche specifiche dei luoghi e di regolamentare e coordinare lo sviluppo di quelle attività turistiche che possano dare fruibilità ai luoghi e benessere alle popolazioni insediate nell’ambito territoriale.
Flora
Nella zona sommitale del vulcano non vi è alcun tipo di vegetazione in quanto sulle lave recenti nessun seme può germogliare. Scendendo intorno ai 2400 metri si incontrano la saponaria (Saponaria sicula), l’astragalo siciliano (Astragalus siculus) e qualche muschio e lichene.
Scendendo si possono incontrare, su alcuni versanti, il pino loricato, la Betula aetnensis e il faggio ed ancora più in basso anche castagno e ulivo. Assieme a questa vegetazione convive la ginestra dell’Etna che con i sui fiori gialli crea, nel periodo della fioritura, un bel cromatismo con il nero della lava vulcanica.
Nella zona collinare delle falde si incontrano i vigneti di Nerello, dai quali si produce l’Etna vino DOC della zona pedemontana. Nel versante nord-ovest del vulcano prosperano i pistacchi e le fragole.
Fauna
Circa un secolo e mezzo fa le cronache riportavano la presenza di animali ormai quasi scomparsi: lupi, cinghiali, daini e caprioli. Sul vulcano vivono ancora l’istrice, la volpe, il gatto selvatico, la martora, il coniglio, la lepre e, fra gli animali più piccoli, la donnola, il riccio, il ghiro, il quercino e varie specie di topo, pipistrello e serpente.
Luoghi di interesse geologico
Grotta del Gelo: Si tratta di una grotta di scorrimento lavico che presenta la particolarità di avere al suo interno una temperatura che persino nei mesi estivi non va sopra i -6 gradi centigradi, causando la presenza di ghiaccio perenne al suo interno.
